martedì 15 dicembre 2009
lunedì 30 novembre 2009
Ne rimarrà soltanto uno... forse
Sbirciando tra le vetrine del Mei ho intravisto questa frase stampata su di una maglietta...
e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
e io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e non c’era rimasto nessuno a protestare".
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Riccardo
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lunedì 9 novembre 2009
Correva l'anno 1989...
Avevo 12 anni quel giorno.
Un po’ pochi forse per poter comprendere appieno cosa significasse quell’evento commentato dai più come la fine della guerra fredda, della storia e l’inizio di una possibile quanto ri-attualizzata guerra di civiltà.
Il Secolo breve aveva scritto la propria parola fine passando attraverso le macerie di cemento armato.
Ero giovanissimo ma comunque partecipe.
Non sta certo a me, oggi, a vent’anni da quel fatto, poter dare giudizi di merito su scelte che vennero prese sessantaquattro anni prima sulle sponde della cittadina ucraina affacciata sul mar Nero dalle potenze Alleate e dalla Russia.
Non posso e non mi sento in grado.
Quello che però, a distanza di due decadi di tempo, posso tranquillamente affermare è che le ragioni ed il vento della libertà e della democrazia, seppur imperfette, hanno, in quel 9 novembre del 1989, ripreso il sopravvento.
Un muro, una barriera, una separazione fisica e culturale è andata definitivamente a sgretolarsi. Pezzo dopo pezzo. E proprio da quella gente che in cuor suo si è trovata divisa in casa propria senza comprenderne appieno le motivazioni.
Un potente simbolo di divisione e tensione permanente, una rappresentazione fisica della ferrea contrapposizione politica tra due blocchi perdeva, in un batter d’occhio, tutta la sua forza. Una città, un popolo, ma due orizzonti diversi fino ad allora separati trovavano di nuovo un respiro comune, un unico cielo sotto il quale guardare al futuro.
Non senza traumi.
Dal quel 9 novembre, in continuazione, fotogrammi di gesti estremi come quelli di Ida Siekmann, Olga Segler, Chris Gueffroy e Winfried Freudenberg hanno echeggiato sulle cronache di tutti i mass media mondiali. Persone e cittadini della stessa Berlino che trovarono la morte alla ricerca di una possibile occidentalizzazione della propria vita.
Mi ricordo, ma forse perché recentemente mi sono imbattuto in quel reportage, che ad attraversare quella cortina non erano, però, solo esuli e traditori ex-compagni berlinesi verso i loro cugini consumatori. C’era anche chi voleva compiere un estremo gesto di ribellione da Ovest verso Est. Furono, infatti, circa duecento i punk berlinesi, abitanti della baraccopoli dell’Ovest posizionata vicino al cosiddetto triangolo di Lenné, che si trovarono a scappare e cercare rifugio proprio nella comunista Berlino Est per sfuggire alle durissime cariche dei poliziotti occidentali. Un'estemporanea ed estrema inversione di tendenza che rende, oggi più di ieri, ancora più tragicomica la quotidianità che attraversava la Berlino di quegli anni.
Fiumi di testi, parole, riflessioni sul senso e sulle possibili evoluzioni socio-politiche si sono susseguiti senza soluzione di continuità in questi anni.
Oggi di quel muro rimangono solamente presenze in souvenir. Reminiscenze ideologiche trasformate in feticci della storia. Cianfrusaglie da mercatini ambulanti facile preda di turismi mordi e fuggi.
Ma adesso mi ritiro ad ammirare quella perla che prese forma proprio nel cuore di Potsdamer Platz pochi mesi dopo la caduta del muro: era il 21 luglio 1990, sul palco c’era Roger Waters…
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martedì 20 ottobre 2009
La chiavetta che inchiappetta
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lunedì 12 ottobre 2009
Da che pulpito viene la predica...
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giovedì 24 settembre 2009
Tra Cristina d'Avena e la migliore tradizione lirica italiana Lui c'è
- 1906 - Theodore Roosevelt (Stati Uniti)
- 1907 - Ernesto Teodoro Moneta (Italia)
- 1919 - Thomas Woodrow Wilson (Stati Uniti)
- 1961 - Dag Hammarskjöld
- 1964 - Martin Luther King
- 1971 - Willy Brandt (Germania allora Repubblica Federale di Germania)
- 1973 - Le Duc Tho (Vietnam, prima Vietnam del Nord) e il segretario di stato statunitense Henry A. Kissinger
- 1978 - Menachem Begin (Israele) e Mohamed Anwar El Sadat (Egitto)
- 1983 - Lech Wałęsa (Polonia)
- 1987 - Óscar Arias, presidente del Costa Rica
- 1989 - Tenzin Gyatso XIV Dalai Lama capo del Governo tibetano in esilio
- 1993 - Frederik Willem de Klerk e Nelson Mandela (Sudafrica)
- 1994 - Yasser Arafat (Palestina), Shimon Peres e Yitzhak Rabin (Israele)
- 2000 - Kim Dae-Jung, presidente della Corea del Sud
- 2002 - Jimmy Carter (Stati Uniti)
- 2007 - Al Gore (Stati Uniti) e Rajendra Pachauri, India
- 2008 - Martti Ahtisaari (Finlandia)
- 2009 - SILVIO BERLUSCONI ??? (Arcore - Certosa)
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Riccardo
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